Padre
Alle stagioni passate
Faceva bella mostra
La tua strenua
Battaglia.
Come un omerico
Scudiero
Menavi armi
Di meticoloso
Ambasciatore
E in tua dimora
Ti districavi
Tra il groviglio
Delle tele.
Io con tua fida
Devozione
Lustravo le
Mie giornate
Inquiete.
Ai travagliati
Dì fece impressione
La solerzia
Del tuo impegno
Costante. E quando tuo
Sguardo m’avvolgeva
Di rimprovero
Saggio
Il mio cuore un
Tremolante sussulto
Acuiva nel profondo
Della mia anima.
Or che le strade di
Ventura cammino
Lungi da congiungimento
promette,
pietate mi muove verso
le tue canute membra
Dalla fatica degli
eventi solcata.
Moto novo
Percote il mio
Essere chè
L’ombra del
Tempo che avanza
Non è per
Me preludio di
Notti placide.
Buon senso mi
Dice che giorni
Di ricompensato
Operare si prospettano
Al prossimo orizzonte.
Ma sopraggiunta sorte
Non pote negar il
Ricordo del puntolino
Che io vedo in fondo
A quel lungo viale
Di nostra vita.
Anche se stravolgimento
Di ruoli impone
L’esperir umano
Non rinunciar si può
A chi con
Nutrito pasto
Di umanità
Ha imbandito
La tavola
Del mio
Banchetto
Di crescita.

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